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Foggia città e territorio: recuperare, connettere, attrarre

Info Progetto

Nome: FOGGIA CITTA’ E TERRITORIO: RECUPERARE, CONNETTERE, ATTRARRE

Corso di Restauro Urbano (PoliMi)

Dove: Foggia

Quando: 2010

Con: N. Acquafredda

Il progetto ha come obiettivo quello di approfondire il tema del patrimonio costruito sia in quanto testimonianza storica che come risorsa. In questa logica ci si confronta con il sempiterno dibattito culturale sul concetto di monumentum, teso ad ampliarsi fino a coinvolgere nuove categorie di beni diffusi quali nello specifico centri storici, paesaggi antropici e infrastrutture storiche.
La disciplina del restauro urbano, infatti, affronta le problematiche di conservazione e riuso di tali beni, con particolare riguardo ai temi della pianificazione, della tutela, della conservazione e del recupero del patrimonio storico architettonico e paesistico diffuso.

Oggetto di studio è la città di Foggia. L’analisi di cinque carte scientifiche, appartenenti un periodo compreso tra il 1839 e il 2008, ha permesso di verificare come lo sviluppo urbano di questa città sia sempre stato accentrato al nucleo storico medievale e di qui abbia poi proseguito lungo gli assi territoriali (soprattutto quelli dei tratturi) e “invadendo” la campagna e la sua struttura di presidio affidata un tempo a masserie e poste. Le coltivazioni che si sono succedute sono state sempre più ridotte a favore di nuove infrastrutture e attività produttive che hanno provocato il degrado del paesaggio rurale.
Di qui la scelta di allargare lo sguardo sul territorio agricolo fino a includere nel progetto di recupero e conservazione di questa campagna le cosiddette borgate rurali di Foggia, dove il rapporto con la campagna è più forte e tutt’ora tangibile e la cui storia ha inizio con il grande piano di bonifica del Tavoliere annunciato da Mussolini l’8 settembre 1934.

Su scala territoriale il progetto, perciò, prevede il collegamento tramite percorsi campestri ciclo-pedonali delle borgate rurali, tra loro, in modo anulare concentrico; con Foggia, tramite direttrici a raggiera. Tali percorsi sono pensati per poter essere praticati in maniera confortevole (filari di alberi per l’ombra, fontane a intervalli regolari per l’approvvigionamento di acqua potabile, aree di sosta o pic-nic). Lungo questo tragitto si attraversano una serie di luoghi di notevole rilevanza paesaggistico-ambientale e storico-archeologica come il Santuario dell’Incoronata con annesso bosco, la località Passo di Corvo, in prossimità di Arpinova, San Lorenzo in Carmignano, la Regia Masseria Giardino, ecc.. Le borgate diventano così un luogo dove sostare e poter ammirare il patrimonio architettonico recentissimo ma di pregio. Inoltre, sono stati previsti anche delle piste ciclo-pedonali sulle direttrici dei tratturi che conducono dalle borgate verso il nucleo storico della città di Foggia.
L’afflusso turistico potrebbe essere la molla decisiva per il recupero delle strutture fatiscenti e per la cura della campagna e del costruito.

Per quanto riguarda, invece, il centro della città si prevede un recupero dell’esistente tessuto storico attraverso un adeguato intervento di ripristino e conservazione degli edifici alterati o gravemente degradati insieme ad un approccio di salvaguardia e valorizzazione delle sue peculiarità.
Il centro storico, infatti, allo stato attuale versa in un pessimo stato di conservazione. A ciò si aggiunge l’assoluta mancanza di una corretta metodologia di rispetto e progettazione unitaria ed omogenea del costruito.
Il tessuto urbano però è caratterizzato da grandi potenzialità: l’abbondanza di edifici architettonicamente e storicamente validi, sostenuti da una maglia compatta ed organica frutto di una sedimentazione urbanistica che affonda le sue ragioni nelle vicende della città, evidenzia un paesaggio ricco, di per sé interessante, articolato su assi viari a fronte compatto – come via Arpi – dai quali si aprono visuali, coni ottici, slarghi e piazze di particolare rilievo.
Non c’è bisogno, quindi, di prevedere grandi interventi di nuova progettazione. La conservazione andrebbe affiancata da rispetto dei vincoli per le aree di tipo A, attuazione di un piano del colore ed un piano dell’illuminazione, sistemazione degli spazi pubblici con arredi urbani omogenei e compatibili, contenimento degli elementi di disturbo visivo, incentivazione alla manutenzione degli stabili da parte dei privati, ecc.

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